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CONQUISTATA DA GAP: I 41 ANNI DI CARRIERA DI UNA STORE ASSOCIATE

Tara R. Hunt, Gap Inc. bloggerComment

Cosa vorrebbe di più Barbara Low? Un paio di shorts corti, per l'esattezza il modello sdrucito Gap 1969, e una lunga carriera.

Dopo 41 anni trascorsi come addetta alle vendite per Gap (proprio così, quarantuno) ha un sacco di altri desideri: per citarne uno, gli abiti svasati di Gap, in grado di esprimere la sua personalità e la sua energia. Barbara adora le tonalità blu corallo, rosso tramonto e verde smeraldo sui capi che dispone in modo sapiente e meticoloso per presentarli ai clienti dello Stanford Shopping Center. Inoltre, ci tiene a offrire un'esperienza perfetta, dalla scelta alla prova dei capi fino all'acquisto: secondo lei, è questa la più grande responsabilità del suo team.

La fedeltà è l'ingrediente base nel rapporto tra Barbara e Gap; comprensibile, dal momento che ha trascorso parte della sua vita seguendo in parallelo l'evoluzione di Gap come brand globale.

Barbara ha iniziato a lavorare da Gap nel 1975 come dipendente stagionale, quando il marchio era ancora ai primi passi e lei, originaria della città di Pacifica (California), solo un'adolescente. All'epoca, un logo tondeggiante e favolosamente rétro ai nostri occhi e spot TV accattivanti ci attiravano con il famoso slogan "Fall into the Gap". La collezione donna comprendeva (forse) cinque maglioni e due paia di jeans, mentre il resto del negozio era allestito con capi Levi's da uomo.

Gli anni '80 hanno aperto la strada al colorato universo Gap che conosciamo oggi, anche se per molti era difficile sentirsi ottimisti allora. Erano poche le persone, e ancor meno le aziende, disposte a parlare apertamente dell'epidemia di AIDS che aveva colpito gli Stati Uniti. Intanto Barbara, che aveva perso un parente a causa di questa malattia, lavorava alla cassa con accanto i cartelli che sensibilizzavano l'adesione alla marcia contro l'AIDS di San Francisco.

Gli anni '90 videro un dolcevita Gap indossato da Sharon Stone agli Oscar: Barbara ne aveva due dello stesso modello nel suo armadio. E li conserva tuttora.

Nel 2009, Barbara stava lavorando quando ricevette una telefonata: si annunciava la scomparsa del co-fondatore di Gap, Don Fisher, all'età di 81 anni. Ancora oggi si commuove quando ne parla; oltre a essere responsabili dei tanto amati abiti svasati e capi in denim che vanno a ruba e degli spot pubblicitari ottimisti in modo virale, Don e la moglie e co-fondatrice Doris Fisher erano dediti all'imparzialità e all'autenticità, per questo Barbara ha dichiarato che resterà da Gap per sempre.

"Il contatto con le persone è la parte che preferisco", racconta Barbara. "Dipendenti diversi, clienti diversi: ogni giorno non è mai uguale all'altro. È un'azienda con un cuore".

"Per sempre" è un periodo abbastanza lungo per trasmettere il suo know-how al team di addetti, molti dei quali hanno giusto qualche anno in più rispetto a quando lei iniziò a lavorare. Non è certo timida quando si tratta di fornire un feedback, che sia su invito del CEO Art Peck o di Doris Fisher o per consigliare i colleghi nei giorni di assenza. Lo Store Manager Keilani Petelo ha conosciuto Barbara così, in un altro punto vendita Gap della Bay Area, mentre spiegava la sua tecnica per piegare gli indumenti.

"Quando lei entrò, il mio pensiero fu: 'Chi è questa?'", ricorda Keilani ridendo. "È un ciclone".

Keilani considera Barbara un esempio per i nuovi addetti, ai quali viene chiesto in modo scherzoso di dimostrarsi più dinamici quando Barbara va su e giù per le scale, dal magazzino al negozio, con i suoi tacchi alti, passando dalle casse per controllare che sia tutto a posto e fermandosi per parlare ai clienti del denim effetto consumato.

I clienti sono portatori di una vasta gamma di culture ed esigenze dalla varia Bay Area. Che si tratti di una carovana di turisti curiosi di sapere come viene realizzato l'effetto consumato del denim Gap (risposta: con la pietra pomice) o di mamme lavoratrici intente a fare il carico di felpe Sun Wash trendy e funzionali di ogni colore, Barbara è fiera di mostrare ai clienti come il brand può far parte delle loro vite.

Con una discount card a vita per dipendenti in tasca e un anello di diamanti donato dall'azienda per i suoi 40 anni di servizio, Barbara continua a essere impegnata in regime di pensionamento parziale. Dopo aver chiacchierato un paio d'ore con lei, è difficile immaginare che riesca a godersi un po' d'ozio.

"Arriva canticchiando alle 5 del mattino", racconta la collega Danielle Pucci, che lavora per l'azienda da 13 anni. "È una donna appassionata, motivata e amante del lavoro di squadra".

Quando non è in modalità assistenza clienti, torna a Palo Alto, dove risiede, per passare il tempo con la famiglia (i genitori e i fratelli vivono ancora nella Bay Area). Le piace pattinare sul ghiaccio, viaggiare il più spesso possibile con la sua migliore amica e soddisfare la sua voglia di shopping ogni volta che un nuovo paio di shorts o un nuovo modello di vestito svasato arriva in negozio.

"Gap è come una famiglia per me. ", dice Barbara con una risata mentre con il suo team prepara il negozio per l'apertura e accoglie il primo cliente della giornata. "Resterò con loro finché non si stuferanno di me".